Uno psicologo spiega perché il cervello va in ansia di notte e come fermarlo

uno psicologo spiega le cause dell'ansia notturna e offre consigli efficaci per calmare la mente e ritrovare il sonno.

Il fenomeno dell’ansia notturna è molto più comune di quanto si pensi e può comprometterne significativamente la qualità del sonno e il benessere psicologico. Durante la notte, il cervello sembra potenziare le preoccupazioni quotidiane, trasformando pensieri normali in vere e proprie ansie che impediscono di riposare serenamente. Secondo diversi studi, le ore serali possono far emergere emozioni represse e stress accumulato, creando un circolo vizioso di insonnia e ansia. Le motivazioni dietro a questo comportamento sono complesse e coinvolgono sia fattori biologici che psicologici.

Un contributo vale a sottolineare che le preoccupazioni, una volta amplificate dal silenzio della notte, possono apparire insormontabili. Il psicologo esperto in tali tematiche suggerisce pratiche e strategie per affrontarle. Tecniche di rilassamento e l’adozione di una routine serale sono fondamenti essenziali per ricreare un ambiente propizio al sonno e alla tranquillità. Rivolgersi a un professionista, se l’ansia persiste, è un passaggio cruciale per riuscire a comprendere e gestire questi disordini emotivi.

Perché il cervello amplifica l’ansia di notte

La notte è un momento in cui le distrazioni del giorno svaniscono, lasciando spazio ai pensieri e alle preoccupazioni che normalmente potrebbero passare inosservati. Sono diversi i motivi che portano a questo aumento di stress e ansia:

  • Riflusso ormonale: Durante la notte, i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, dovrebbero diminuire, ma in alcune persone questo meccanismo viene alterato, conducendo a una vigilanza eccessiva.
  • Aumento della sensibilità: La quiete notturna può far emergere emozioni e pensieri che durante il giorno sembrano più sotto controllo. Questo effetto di ruminazione può amplificare le preoccupazioni.
  • Affaticamento mentale: Dopo una giornata impegnativa, il cervello è stanco e meno capace di gestire il disagio emotivo, rendendo i pensieri ansiosi più pervasivi.

I sintomi dell’ansia notturna

I sintomi possono variare da persona a persona, ma spesso includono:

  • Difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti
  • Sensazione di suffocamento o oppressione
  • Palpitazioni accresciute e tachicardia
  • Pensieri ripetitivi e rimuginio
  • Sudorazione notturna e sbalzi di temperatura

La combinazione di questi aspetti non solo ostacola il sonno, ma può anche portare a episodi di panico notturni, intensificando ulteriormente i livelli di ansia.

Strategie per affrontare l’ansia notturna

Affrontare l’ansia notturna richiede l’implementazione di tecniche efficaci. Ecco alcune delle più utili:

  • Tecniche di rilassamento: Include esercizi di respirazione profonda e rilassamento muscolare progressivo per calmare il corpo e la mente.
  • Ipertrofia della routine serale: Stabilire ore di sonno regolari, limitare l’esposizione a schermi luminosi e creare un ambiente tranquillo.
  • Attività fisica: Svolgere regolarmente esercizio fisico durante il giorno, evitando però attività intense la sera.
  • Nutrizione equilibrata: Limitare caffeina e alcol, optando per una dieta sana che favorisca un buon riposo.

Quando consultare un professionista

Se l’ansia notturna diventa un problema ricorrente, è fondamentale consultare un psicologo o un professionista della salute mentale. Questo potrebbe includere una varietà di terapie, come la terapia cognitivo-comportamentale, che si è dimostrata estremamente efficace per molti pazienti. È possibile anche che si renda necessaria una terapia farmacologica per gestire in modo più efficace i sintomi.

Ricorrere a professionisti del settore, come quelli disponibili su piattaforme come Serenis, può fornire accesso a risorse e supporto personalizzati, contribuendo a migliorare il proprio equilibrio mentale.

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